Cyber attacco costringe Colonial Pipeline a chiudere uno dei più grandi oleodotti Usa

È uno degli attacchi hacker più gravi degli ultimi anni quello che si è consumato venerdì 7 maggio ai danni della rete di oleodotti del gruppo statunitense Colonial Pipeline. L’operazione ha causato il blocco preventivo degli impianti di distribuzione petrolifera dell’azienda. A darne notizia è stata la stessa azienda confermando indiscrezioni che si stavano inseguendo fin dalle ore successive all’attacco subito.

La nota pubblicata da Colonial Pipeline riferisce semplicemente che il gruppo è risultato vittima di un attacco di tipo ransomware, ovvero una intrusione che ha messo a repentaglio gli archivi informatici e i sistemi di comunicazione del gruppo in cambio del pagamento di un riscatto. In questo caso sembra che gli hacker siano riusciti ad estrarre dalle banche dati del gruppo circa 100 gigabyte di informazioni che hanno poi minacciato di pubblicare in assenza del riscatto.

In effetti sono anni ormai che gli attacchi informatici di tipo ransomware diretti ad aziende e governi si moltiplicano a dismisura, dimostrando in modo sempre più chiaro che con la giusta motivazione è possibile violare anche sistemi di importanza vitale per la sicurezza e l’economia di interi Paesi.
La crittografia è la base della protezione dei dati ed il modo più importante per garantire che le informazioni non possano essere rubate e lette.